L’INNOVAZIONE LATERALE, tra incrementale e radicale

11/08/2015 at 9:00 am

La settimana scorsa dopo un incontro in un’azienda e vedendo un post sulla differenza tra innovazione “Incrementale” e”Radicale (detta anche DIROMPENTE) mi si è accesa la lampadina e istintivamente nella mia mente si è impresso questo concetto: INNOVAZIONE LATERALE, a cavallo di quella incrementale e radicale, che ho iniziato a “metabolizzare” fino ad arrivare a questo post che parlerà di INNOVAZIONE, PMI, ASCOLTO, CONDIVISIONE E RETI.

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Se andiamo a vedere la definizione di INNOVAZIONE troveremo molteplici versioni tra libri, slide e internet. Quella che sento vicina è quella di Eric Ries che per innovazione intende per esempio “una tecnologia esistente ripensata per un nuovo utilizzo, un nuovo modello di business che sblocca il valore di un’attività, un progresso scientifico e non per forza una scoperta, l’introduzione di un miglioramento in un’area in cui questo non esisteva o non poteva esserci, etc etc”. Cioè per innovazione intende miglioramento, progresso e no rivoluzione”

Siamo poi abituati ad vedere la distinzione tra Innovazione Incrementale, adattamenti parziali o appunto “incrementali” che riavvicinano le aziende alle esigenze del mercato, che rischia di restare feroce, e Innovazione Radicale, quella che avviene creando nuovi mercati, e che è in grado di costituire reali opportunità di “resilienza” per le aziende e per i brand.

I costi, in termini di risorse umane ed economiche, per costruire un nuovo mercato e creare una “discontinuità” con il core business precedente sono elevati e solo i grandi gruppi e aziende sono in grado di affrontare.

Le nostre PMI come possono creare nuovo valore e business, valorizzando le loro specializzazioni ed eccellenze? Con l’INNOVAZIONE “LATERALE”

Che cosa intendo per “LATERALE”? Intendo in due ambiti:

  • vedere se le lavorazioni, tecnologie, prodotti che sono il “cuore” dell’azienda possono soddisfare “nicchie” o “mercati” vicini a quelli tradizionali dell’azienda  (presente da 20, 30 anni o più, con clienti costituiti in buona parte da “clienti storici” e con il “prezzo” il fattore di competizione del mercato)
  • incontrare altre aziende, dove raccontare la propria storia e la propria azienda e, grazie alla condivisione, far venire a galla nuovi opportunità di business, senza andare toccare il proprio core business ma mettendolo in rete con altre specializzazioni.

Non è incrementale perché esco dal mio mercato tradizionale e non è radicale perché non viene stravolta l’azienda, anzi diventa un’innovazione laterale di sistema (perché fatta in sinergia, condivisione e/o rete).

Qual è il principale investimento che un imprenditore si trova ad avere di fronte?

Il TEMPO:

  • il “tempo” di uscire fuori dall’azienda, ascoltare i propri clienti o quelle persone (agenti, responsabili e addetti commerciali, tecnici nei vari reparti che sono a stretto contatto con i clienti)
  • il “tempo” di incontrarsi con altre aziende, complementari e non solo, per scambiare idee, storie, progetti che sono fermi o chiusi nel cassetto
  • il “tempo” di ascoltare giovani e meno giovani che hanno nuove tecnologie e/0 materiali che possono integrare lavorazioni e prodotti ad alta specializzazione non solo.

Questi concetti per qualcuno possono sembrare scontati ma mi trovo spesso a contatto con le nostre Piccole e medie Aziende che hanno delle potenzialità inespresse e situazioni stagnanti perché sono chiusi nelle loro aziende.

Se li rendi partecipi a un tavolo di incontro tra imprenditori, creando un ambiente favorevole, osservi, dopo una prima rigidità, che si aprono condividendo spunti, idee e progetti.

Fondamentale è avere delle figure “neutrali” che si attivano per:

  • ascoltare questi imprenditori e trovare la “chiave” per stimolarli, guidarli e poi lasciare che si dedichino al loro “lavoro” con nuove “contaminazioni”, soluzioni, progetti per nuovo fatturato.
  • realizzare un processo di innovazione “laterale” che parta dall’ASCOLTO, passando dalla CONDIVISIONE e poi all’AGGREGAZIONE (mantenendo eventualmente l’AUTONOMIA).

E’ un concetto che è un cantiere aperto e che può aprire varie discussioni, spunti e percorsi da condividere.

LE SFIDE PER IL PRESENTE E FUTURO DELLE PMI ITALIANE

02/02/2015 at 9:16 am

Le nostre PMI, che sono il 99,9% del tessuto imprenditoriale italiano, sono la nostra ricchezza che non può andare perduta o, meglio, che va VALORIZZATA. Se poi il 94% di queste sono aziende con meno di 10 dipendenti (aziende principalmente ‘terziste’ e della subfornitura) cosa si può fare?

Innanzitutto ci dev’essere il rispetto e la constatazione che le nostre PMI hanno eccellenze e saperi che si traducono in lavorazioni speciali, semilavorati, prodotti che hanno fatto e fanno il successo della Media e Grande azienda Italiana ed Europea.

In questi 15 anni sono aumentate in maniera esponenziale le minacce ma anche le opportunità per le nostre PMI: trovarsi negativamente nella prima situazione o positivamente nella seconda dipende dalla capacità di affrontare queste 4 sfide:
1. Sfida della velocità: rapidità di cogliere nuove opportunità di business che il mercato presenta;
2. Sfida del rapporto con il cliente: il cliente è la chiave del successo per un’azienda;
3. Sfida della flessibilità: spostare il focus dai confini interni dell’organizzazione alla rete di relazioni con l’esterno;
4. Sfida della conoscenza: creare un sistema persone-organizzazione basato sulla capacità di scambio e impiego di conoscenze e competenze, per una rapida condivisione.

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La soluzione che le PMI hanno per affrontare queste sfide è quella dell’aggregazione in rete d’impresa: le imprese hanno modo di unire due fattori, in primo impatto contrastanti: AUTONOMIA e CONDIVISIONE.

Attraverso le reti d’impresa si attivano questi processi:
1. Economie di scala attraverso l’utilizzo di risorse comuni (produttive, commerciali, tecnologiche, umane)
2. Economia della specializzazione dove il partner si concentra sulla sua eccellenza e per il resto sfrutta il sapere degli altri
3. Co-innovazione  con la riduzione dei costi in ricerca e sviluppo e la nascita di nuovi prodotti competitivi sul mercato
4. Economia della conoscenza dove si moltiplica l’uso della conoscenza che può essere applicata agli altri partner e/o clienti della rete

Non resta che impegnarci a fare in modo che le nostre aziende si aggreghino e colgano le opportunità che il mondo ci presenta, superando quegli ostacoli e resistenze che il CAMBIAMENTO porta con sé.

 

BENVENUTI IN SPAZIO RETE

02/12/2014 at 3:31 pm

Benvenuti nel Blog di SPAZIO RETE, “AZIENDA LIQUIDA CON SCOPO MUTABILE, COMPOSTA DA PERSONE SINERGICHE CON ESPERIENZE E SAPERI DIVERSI:

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SPAZIO RETE è facilitatore di business per far crescere le PMI attraverso:

  • Aggregazione di aziende in RETI D’IMPRESA
  • Affiancamento e ricerca di partner per lo SVILUPPO e la COMMERCIALIZZAZIONE di prodotti e servizi innovativi
  • Condivisione di progetti per AGGREDIRE I MERCATI ESTERI

Proprio su questi aspetti andremo a condividere con voi informazioni, osservazioni, discussioni volti a capire come il mondo sta evolvendo e quali strumenti, dinamiche, azioni le PMI devono mettere in campo per evolvere e crescere in modo sostenibile e duraturo.

Sarà importante la vostra partecipazione attraverso i commenti perché i vari post vogliono essere una base di partenza per la condivisione di idee e punti di vista diversi.